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Parrocchiale di Santa Maria Assunta

immagine ingrandita Parrocchiale di Santa Maria Assunta - Vista Frontale (apre in nuova finestra) Capolavoro dell'architettura barocca della seconda metà del Settecento, è considerata l'opera più significativa dell'architetto torinese Bernardo Antonio Vittone nella piena maturità dei suoi mezzi espressivi.
Progettata negli anni 1749-'50, la costruzione iniziò nel 1751 grazie all'apporto finanziario dell'arciprete Carlo Silano Tartagliotti e Vittone la diresse, portandone a termine la struttura, sino al 1770 anno della sua morte. Le decorazioni interne a stucco furono completate l'anno successivo ad opera degli stuccatori ticinesi Francesco Pellegrino e Giovanni Battista Morazzone, mentre il grandioso campanile previsto nel progetto originario non fu mai eseguito.
Lo splendido effetto scenografico dell'esterno si completa con la suggestiva scalea di accesso al sagrato, anch'essa progettata da Vittone e realizzata dopo il 1772: la fontana al centro è opera dell'ing. Pietro Selletti di Grignasco (1872-'73).
L'attuale immagine decorativa interna, caratterizzata da diffuse dorature, dalla presenza di marmi policromi anche negli altari laterali e dal rivestimento a stucco lucido in finto marmo su lesene, archi e colonne è frutto di interventi che si sono susseguiti nei primi trent'anni dell'Ottocento e che si completarono nel 1830 con gli affreschi di Giovanni Avondo.
Negli anni 1892-'93 l'edificio, che evidenziava preoccupanti lesioni, fu oggetto di un complesso intervento di consolidamento strutturale con cerchiatura delle volte; recentissimi restauri hanno interessato la quasi totalità dei tetti e dotato la chiesa di un moderno impianto di illuminazione che valorizza le suggestioni architettoniche dell'interno.
immagine ingrandita Particolare della Fontana (apre in nuova finestra) L'ambiente è strutturato nel grande spazio esagonale della navata, sui cui lati si affacciano le quattro cappelle laterali, la bussola di ingresso e, sul lato opposto, il presbiterio e l'altare maggiore.
A sinistra, dopo la cappella del battistero, vi è l'altare di S. Giovanni Battista con la pala del "Battesimo di Cristo" attribuita al pittore ossolano Lorenzo Peretti (1774-1851) copia del famoso dipinto di Carlo Maratta già in S. Pietro a Roma e trasferito in S. Maria degli Angeli; segue l'altare di S. Giustino (o del Sacro Cuore) che custodisce l'urna settecentesca con le reliquie del Santo, opera di argentieri romani.
Nel grande vano del presbiterio, chiuso dalla bella balaustra in marmo dei marmorari di Viggiù Francesco e Francesco Antonio Piodi (1778), sorge 1'altare maggiore in marmi policromi, datato 1773, che fu finanziato dalla comunità grignaschese residente a Roma; alle sue spalle, la splendida tela dell'Assunta di Giuseppe Mazzola, dipinta a Roma nel 1785 è considerata il capolavoro dell'artista e gli affreschi sulle pareti del presbiterio e del coro sono di Giovanni Avondo di Balmuccia, autore anche dei piccoli riquadri nei vani di collegamento tra gli altari laterali, raffiguranti i momenti più significativi della vita della Madonna.
Sulla colonna a destra dell'arco presbiterale, in posizione simmetrica al pulpito ligneo settecentesco, si può ammirare la preziosa tavola della "Genealogia della Madonna", dono della famiglia del conte Giovanni Battista Viotti; un'iscrizione apocri-fa la riferisce a Gaudenzio Ferrari ma è da attribuire al pittore astigiano Gandolfino da Roreto (fine XV-inizi XVI sec.).
A destra segue l'altare del Rosario: di impianto analogo a quello di S. Giustino e realizzati su unico progetto (1827) entrambi ricalcano lo sche-ma compositivo dell'altare di S. Giovanni (1821) e sono tutti opera di marmorari di Viggiù molto attivi in zona, i Bottinelli e gli Argenti, autori anche delle relative balaustre.
immagine ingrandita Vista della parte superiore (apre in nuova finestra) Infine, l'altare del Crocifisso fu il primo dei quattro laterali ad essere ristrutturato in marmo da Ludovico Argenti intorno al 1810; il gruppo statuario dell'ancona è composto, al centro, dal Crocifisso, opera seicentesca proveniente dalla antica parrocchiale di S. Maria delle Grazie, affiancato dalle figure di S. Giovanni e della Maddalena dello scultore Giovanni Antonio Broccio di Agnona (ante 1826); nel tondo sopra la mensa, il busto del Cristo di Jean de Wespin detto il Tabacchetti (1567-1615), mentre le sculture a fregio del timpano sono di Giovanni Peraccio di Campertogno (1764-1832).
Sopra la bussola di ingresso, l'organo: la cassa e la balconata furono ristrutturate alla fine dell'Ottocento da artigiani locali, con il contributo dello scultore grignaschese Giulio Milanoli, che intervennero sul manufatto originale settecentesco, mentre l'attuale parte strumentale è opera del novarese Alessandro Mentasti.


Tratto da:
Grignasco Guida Turistica
Pro Loco Grignasco 1993
Interlinea Edizioni

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