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Il comune di Grignasco appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Cappella di S.Antonio (Cà Trimpella)

Nome Descrizione
Indirizzo Frazione Negri
Telefono 0163.417140 (Parrocchia)
Apertura Area Aperta
Tariffe Gratuito
Tra le testimonianze storico-artistiche presenti sul territorio di Grignasco la cappella di S. Antonio (Cà Trimpella), in frazione Negri, è certamente una tra le più importanti come esempio integro di antico edificio devozionale a servizio di una piccola comunità rurale.
Come confermano le vicende costruttive di altre chiese grignaschesi (S. Graziano, S. Maria delle Grazie, S. Rocco) e della zona, cappelle campestri presumibilmente simili a questa rappresentano il nucleo originario degli edifici religiosi attuali, spesso inglobandone ancora tracce leggibili.
La cappella sorge isolata fuori dall'abitato, sul lato destro della strada che dalla frazione risale sino ai piedi della collina di Boia.
E' una piccola costruzione, orientata Est-Ovest, a pianta quadrata (2,50X2,50 m. ca. lo spazio interno della navata), aperta in facciata, coperta con volta ogivale e conclusa da un'absidiola semicircolare con l'altare: una cancellata in ferro battuto ne protegge l'accesso su tre lati. Gli affreschi, che rivestono tutto l'interno, la facciata, la parete esterna sinistra e parte della destra, sono di rilevante qualità artistica e rilevano la presenza di almeno due fasi decorative sovrapposte.
Il tema iconografico è rappresentato dalle storie della Vitae della Passione di Cristo a partire dalla Natività nell'abside e l'Adorazione dei Magi sulla parete interna sinistra, cui seguono cronologicamente l'Ultima Cena in basso a destra sulla parete interna, l'Orazione nell'orto sulla parete esterna sinistra, la Salita al Calvario nella zona alta della parete interna destra e la Crocifissione sul Frontespizio dell'arco absidale.
Nella parte inferiore della parete interna sinistra sono inoltre presenti tre campiture con affreschi molto deteriorati in cui si riconosce, al centro, una Resurrezione affiancata, forse, dalla Flagellazione.
Alle scene della Vita di Cristo fanno corona le immagini di Santi della devozione locale come S. Rocco e S. Agata (?) sullo stipite sinistro dell'arco absidale e simmetricamente sullo stipite destro S. Sebastiano ed un Santo che tiene per mano un bambino, S. Genesio sul contrafforte posteriore esterno della parete sinistra e S. Antonio Abate su quello anteriore, le due grandi figure di S. Cristoforo a destra e di un Santo diacono in abito bianco con stola (S. Bernardo d'Aosta?) a sinistra in facciata, S. Grato sul contrafforte anteriore esterno della Parete destra ed infine, inseriti nell'abside, ai lati della scena della Natività, un Santo francescano che regge un'asta con una roncola a sinistra e la Beata Panacea a destra. La Martire valsesiana, riconoscibile dalla raggiera di fusi sul capo, è raffigurata in piedi con le mani giunte mentre in alto, su uno sfondo con montagne e prati, pascola un gregge di pecore a fianco di una figura più piccola, forse la matrigna nell'atto di uccidere Panacea.
Si tratta dell'unica testimonianza del culto della "Beata" nota oggi in territorio di Grignasco.
La sua presenza alla Frazione Negri, così lontana dal probabile itinerario grignaschese della traslazione da Quarona a Ghemme che si presume abbia seguito il tracciato dell'antica strada mercantile verso Prato nella pianura dominata dalla Pieve di Bovagliano, indirizza l'attenzione sul particolare legame devozionale dei committenti o comunque degli abitanti della frazione.
La data 1539, sopra l'immagine di S. Genesio, riconduce i dipinti, almeno temporalmente, alla presenza a Grignasco del pittore novarese Angelo de Canta che, nello stesso anno, firma gli affreschi nell'antica pieve di S. Maria in Bovagliano, quattro anni prima del completamento della decorazione di S. Maria delle Grazie commissionata dalla famiglia Durio.
Ma un'altra iscrizione è presente sulla cornice dell'arco absidale e ci testimonia il cognome della famiglia del committente che probabilmente finanziò proprio la fase cinquecentesca degli affreschi. Purtroppo la frase è lacunata in corrispondenza dell'anno e del nome proprio ma è ancora abbastanza chiaramente leggibile: "...DE MASAROTO F.F. HOC OPUS ... OCTOBRIS".
Nel Catasto di Alessandro Grasso del 28/9/1556 sono citati, con terreni confinanti tra loro, "Franco Massarotto" e " Antonio Massarotto" quest'ultimo proprietario anche di una "selva al gesiollo", toponimo che potrebbe riferirsi alla cappella ed i due personaggi risultano presenti anche all'assemblea dei capi di casa di Grignasco che il 16/04/1570 approvò il testo degli Ordini della Comunità registrati entrambi come figli di "Zanino de Masserotto".
Ma se i "De Masaroto" o "De Massarotto", oggi Massarotti, hanno lasciato segno tangibile come committenti, toponimo "Cà dei Negri", che individua ancora oggi la frazione, rimanda ad un'altra antica famiglia grignaschese, i Negri appunto, che possono aver avuto un ruolo nelle vicende della cappella di S. Antonio.

Giuseppe Sitzia - Paolo Sitzia

Tratto da:
Periodico "De la Valle Sicida" n 1/1994
Società Valsesiana di Cultura